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Articolo tratto dal mensile - IO E IL MIO BAMBINO - ottobre 2001 VEDEVA GIA' DENTRO L'UTERO La funzione visiva si sviluppa a partire dai primi mesi di gestazione. Attorno alla 7a settimana si forma il nervo ottico. Poi, via via, si creano le cellule della retina. E, benchè le palpebre rimangano abbassate fino a 26 settimane, la vista funziona anche a occhi chiusi. Infatti, già a 20 settimane il feto è in grado di localizzare le proprie mani e di toccare il cordone ombelicale. Sembra perfino che, durante l'amniocentesi, e cioè circa a 16 settimane, alcuni bambini manifestino qualche reazione alla presenza dell'ago. Se si punta una luce intensa sul pancione, il feto, pur con gli occhi chiusi, mostra una certa sensibilità a questo stimolo, ritraendosi con un gesto che segnala disagio, mentre si registra anche un aumento del battito cardiaco. Alla nascita, il suo campo percettivo è ancora limitato, eppure riesce già a vedere circa un decimo. Inizialmente infastidito dalle fonti luminose, pian piano ne verrà sempre più attratto. PRIMO MESE: TUTTO IN BIANCO E NERO Il piccolo vede solo fino a 20-25 centimetri dal suo sguardo: per ora non gli serve più in là. Questa, infatti, è la distanza che normalmente c'è tra i suoi occhi e il viso della mamma. A catturare la sua attenzione sono soprattutto il contorno degli occhi e il movimento della bocca.Le immagini che percepisce sono ancora abbastanza sfuocate e imprecise, e non riesce a tenere entrambi gli occhi rivolti verso lo stesso oggetto, perchè il riflesso di fissazione non è ancora maturo. Ecco perchè succede che i suoi occhi non lavorino insieme, determinando il cosidetto "strabismo neonatale", che si risolve nell'arco di poche settimane. Il mondo che vede, poi, è in bianco e nero. Tant'è che predilige i forti contrasti di luce e ombra. L'istinto naturale di sopravvivenza gli permette così di trovare facilmente il capezzolo, che è più scuro rispetto alla pelle del seno, ora fonte importantissima di nutrimento. Infine, proprio in questo periodo, è particolarmente attratto dalle forme curve e in movimento. 2-3 MESI: SCOPRE COSA C'E' INTORNO Il campo visivo del bebè si estende adesso fino a 30-40 centimetri. Ora espora con gli occhi lo spazio che lo circonda, persone e cose in movimento comprese. D'altra parte, il suo campo visivo risulta ampliato da una migliore mobilità della testa. Si interessa progressivamente alle diverse parti del volto umano. Ed è attratto da tinte forti come il rosso, il blu e il verde e dai contrasti di luce intensa. Spesso,infatti, tende a fissare intensamente la luce del lampadario di casa. Grazie a un ulteriore sviluppo della coreccia cerebrale, il bambino non si limita più a esplorare il campo visivo per trovare gli oggetti, ma li osserva con attenzione per identificarli. I suoi occhi si posano volentieri sulle cose ed è in grado di distinguere forme diverse. La coordinazione dei movimenti di entrambi gli occhi diventa sempre più stabile, rendendolo infine capace di fissare a lungo i volti e, soprattutto, di riconoscere quello della mamma.
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