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La postura per un’armonia funzionale del corpo umano. Per ulteriori approfondimenti contattare: oriani@deor.mi.it segue da pag 1 Con lo studio della postura è possibile evidenziare l'origine di un gran numero di disfunzioni o di patologie a carico della colonna vertebrale, dei cingoli scapolare e pelvico e delle articolazione periferiche; negli sportivi possiamo comprendere meglio l'origine di infortuni recidivanti o di una resa massimale insoddisfacente. Lo studio della statica si effettua nei tre piani dello spazio: frontale, sagittale e orizzontale. Sul piano sagittale potremo verificare la posizione delle spalle rispetto al bacino e l'eventuale aumento o diminuzione delle curve fisiologiche del rachide (lordosi cervicale e lombare e cifosi dorsale). Sul piano frontale apprezzeremo la differenza di altezza a livello del cingolo scapolare e di quello pelvico, quindi evidenzieremo se una spalla è più alta dell'altra o se esiste uno dislivello del bacino. Sul piano orizzontale ci accerteremo della presenza di rotazioni anteriori a livello dei cingoli e valuteremo l'ampiezza di rotazione della testa. E' proprio sulla posizione della testa che risulta di grande importanza la collaborazione tra le figure dell'osteopata, dell'ottico optometrista e del dentista. Tra le persone che si rivolgono a un osteopata per disturbi a carico della colonna cervicale, sono un buon numero quelle che evidenziano a una prima valutazione problemi a carico della mobilità oculare e dell'occlusione o di entrambe contemporaneamente; è evidente che compito dell'osteopata sarà quello di valutare attentamente la causa primaria scatenante il sintomo. Per esempio, in presenza di un precontatto dentale deflettente, la mandibola sarà vittima di una deviazione laterale sul piano frontale, che avrà come compensazione un'inclinazione controlaterale del cranio per azione dei muscoli pterigoideo esterno e trapezio del lato opposto a quello della deviazione mandibolare. In questo caso il sistema tonico posturale, per mantenere la linea bipupillare parallela, mette in atto un adattamento a livello della colonna vertebrale, inducendo una deviazione a S con una concavità della curva a livello cervicale dal lato della deviazione mandibolare e una controcurva lombare. Questo è il livello più semplice di adattamento, perchè in seguito potremo assistere a una rotazione dei corpi vertebrali come conseguenza fisiologica dell'inclinazione e, quindi, a una rotazione del capo sull'asse occipite atlante epistrofeo e una successiva compensazione a livello oculare.
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