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La postura per un’armonia funzionale del corpo umano. Per ulteriori approfondimenti contattare: oriani@deor.mi.it segue da pag 2 Un'altra situazione riscontrabile frequentemente è la limitazione della rotazione della testa dal lato di un occhio ipoconvergente: attraverso le vie oculo-cefalo-gire abbiamo movimenti congiunti di occhi e testa, quindi una relazione permanente tra i muscoli dell'occhio e i muscoli del collo, e se un occhio converge meno rispetto all'altro la muscolatura del collo dovrà adattarsi con diversi livelli di contrazione di un lato rispetto all'altro. Il permanere per lungo tempo di questa situazione porterà inevitabilmente a contratture che manterranno una postura scorretta della testa fino ad avere possibili ripercussioni sull'apparato stomatognatico. E' possibile, inoltre, attraverso lo studio delle catene muscolari che si è sviluppato dal lavoro di G. Stuyf-Denys ed elaborato da Piret e Bezieres, capire come un problema funzionale (di limitazione di mobilità) possa ripercuotersi a livello di distretti corporei molto distanti da quello dell'insorgenza del problema. Ciò rende evidente l'importanza dell'intervento preventivo in campo optometrico e stomatognatico soprattutto in età giovanile, per poter limitare l'insorgenza di paramorfismi che creino i presupposti per una vita adulta con seri problemi a carico dell'apparato muscolo scheletrico o che necessitano di interventi correttivi ortopedici (corsetti, plantari, calzature). Particolare attenzione deve essere posta nella posizione che il bambino assume all'atto della scrittura e all'impugnatura della penna: questo dato è di estrema importanza ma è sempre stato sottovalutato visto che la componente più evidente della posizione al banco o alla scrivania è l'inclinazione della testa e del tronco. Partendo dalla concezione più tradizionale della postura non è immediato pensare che la posizione di testa e tronco possa essere condizionata dall'impugnatura della penna. In realtà, al momento dell'impugnatura si assiste all'instaurarsi di catene cibernetiche muscolari facciali che, partendo dalla muscolatura intrinseca della mano, si organizzano su un asse che coinvolge: inizialmente il polso e quasi contemporaneamente l'avambraccio e il gomito, per l'intervento dei muscoli pronatori e supinatori dell'avambraccio nonchè dei muscoli flessori ed estensori delle dita e del carpo che trovano origine a livello del gomito stesso. Questa articolazione offre inserzione a muscoli che originano a livello scapolo- omerale (bicipite e tricipite omerali) che danno vita a due direttrici secondarie della catena cinetica: una anteriore (bicipite) e una posteriore (tricipite). La direttrice anteriore è la più facilitata, dato che rientra in uno schema arcaico di flessione, e coinvolge i muscoli pettorali: avrà come possibile conseguenza diretta un'anteropulsione della spalla con una fissazione della clavicola. Questa situazione innescherà un'azione di compenso da parte della muscolatura sotto e sovra ioidea (che condizionerà così la posizione della mandibola) e dei muscoli laterali del collo che influenzeranno la posizione della testa in inclinazione.
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