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Una corretta impugnatura per favorire una buona visione e l’uso del corsivo di Giorgio Bollani 4° esercizio: raggiungimento di una presa corretta della matita-penna Ora al posto della perlina, utilizzare una matita, ideale se la sua sezione è prismatica-triangolare, tenendola verticalmente appoggiata al piano. Le tre dita dovranno chiudersi e aprirsi, con le stesse attenzioni dell'esercizio precedente, facendo scivolare la matita tra l'incavo formato tra il pollice e l'indice “la valle incantata” (sella palmare). Dopo diversi contatti lungo la matita, fermarsi a circa 2 cm dalla punta (utilizzare la misura di due dita per i bambini piccoli). Con questa ultima presa tra le tre dita, avremo raggiunto l'impugnatura ideale.  La P.E.A.V. per i più piccoli, ha ideato semplici esercizi propedeutici per una corretta impugnatura, che potranno essere proposti in forma di gioco anche da insegnanti e genitori. La sequenza acquista la sua forza didattica, basandosi sull’acquisizione visiva di semplici GESTI che sicuramente permarranno a lungo nella memoria dei ragazzi. 1) Partiamo dall’esecuzione di un gesto “il numero TRE” o il “ Gesto della forbice aperta” con la mano di scrittura. Questo gesto sarà ripetuto spesso dal bambino, proprio nell’età dove inizia a scarabocchiare, e permette di acquisire facilmente la posizione base di partenza: Pollice, indice e medio completamente distesi - Anulare e mignolo flessi sul palmo della mano 2) Depositiamo la matita nella “VALLE INCANTATA” valle tra pollice ed indice che ricorda piacevolmente il cartone animato dei piccoli dinosauri e facciamo scivolare la matita in questa valle come se suonassimo il “VIOLINO ZIU-ZIU”. Questo esercizio di sfregamento è importantissimo per far apprendere attraverso il senso propriocettivo la corretta posizione di scorrimento del matitone nell’atto della scrittura. 3) Ora chiudiamo le tre dita pollice, indice e medio come “LE FAUCI DI UN LEONE” in modo armonico e dolce ponendo la punta dei polpastrelli sulle tre facce del matitone e scivoliamo pian pian verso la punta della matita fino ad arrivare a “DUE DITA DALLA PUNTA”. Tecnicamente sono accettabili due tipologie di prese: a triangolo equilatero e a triangolo isoscele. Impugnatura a triangolo equilatero: I tre polpastrelli delle dita medio, indice e pollice si trovano ciascuno su un lato diverso della penna, formando una figura a triangolo equilatero. Impugnatura a triangolo isoscele: Il dito medio flettendo l'ultima falange, crea un lato più ampio d'appoggio, formando una figura a triangolo isoscele. In entrambe le impostazioni le due dita medio e indice, flesse all'interno del palmo, creano con la porzione laterale della mano (eminenza ipotenar) un appoggio morbido e stabile sul piano di scrittura, non ostacolando i movimenti delle altre dita. Occorre prestare molta attenzione alla presenza di eventuali flessioni delle ultime falangi delle dita indice e medio "archetti di tensione" , provocate dall'eccessiva contrazione della presa. Questo atteggiamento induce forte limitazione dei movimenti delle dita e compressione dei vasi sanguigni, col rischio di localizzare il movimento della scrittura su articolazioni più distanti dalla mano (gomito e/o spalla). 5° esercizio: massima compressione per raggiungere la massima distensione  Se il soggetto non riesce a controllare l'eccessiva tensione, evidenziando nella sua presa gli archetti di tensione, fategli comprimere al massimo la penna tra le dita, evidenziandogli l'eccessiva tensione che si propagherà dalla mano, alla spalla al collo, dovuta all’attivazione eccessiva delle catene muscolari. Questa tensione se mantenuta causerà anche lievi dolori alla mano e al polso. Sicuramente dopo aver provato cosa significhi un'eccessiva tensione, il soggetto riuscirà a rilassare di più la mano. Il soggetto dovrà ridurre la presa fino a controllare la caduta della penna. In questo esercizio bisogna enfatizzare 3 punti importanti: 1. l'eccessiva tensione che si propagherà dalla mano, alla spalla fino ai muscoli del collo 2. il colore biancastro delle dita determinato dal blocco per l'eccessiva tensione del flusso sanguigno 3. la formazione della figura ad archetto delle dita
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