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Protocollo d’esercizi per maturare una corretta impugnatura favorendo una buona visione e l’uso del corsivo di Giorgio Bollani 8° esercizio: riempimento di piccoli spazi con piccoli movimenti circolari e tre variazione di pressione Questo esercizio, proposto da due docenti olandesi di grafologia,  ha come obiettivo di far maturare un corretto controllo della pressione sulla punta ed una capacità di coordinare i movimenti fini delle dita nei movimenti di iscrizione (movimenti curvi). La prima proposta è di colorare con piccoli movimenti rotatori in senso antiorario, piccoli spazi circolari di tre differenti grandezze: per prima cosa lo spazio più piccolo cercando di ricreare lo stesso colore della punta della matita (la pressione sulla punta deve essere decisa- intensa -forte); finito il primo cerchio passare a colorare lo spazio più grande (mai più grande di 1,5 cm2) di una tinta chiarissima (stando leggeri come le ali di una farfalla - più tenue possibile); l’ultimo cerchio di grandezza intermedia cercheremo di colorarlo con una pressione sulla punta controllata per ottenere una intensità di colore -Tinta intermedia tra le due già fatte. La seconda proposta è di colorare con piccoli movimenti rotatori in senso antiorario dei lunghi percorsi, sempre con queste tre variabili di pressione. Questo esercizio oltre a maturare i movimenti di Iscrizione in senso antiorario (i tratti curvi alla base dell’apprendimento del corsivo), obbliga il soggetto a gestire in modo fluido e non a scatti i movimenti di translazione, di scivolamento della mano (importanti nel passaggio da una lettera all’altra) tenendo sempre la punta in avanti ( impostazione molto utile quando lo studente dovrà svolgere le espressioni di matematica, dato che non andrà mai a coprire ciò che stà ricopiando). 9° esercizio: translazione della mano sul foglio con posizione di punta in avanti e movimenti coordinate delle dita e del polso. Questo esercizio favorisce le translazioni della mano sul foglio coordinando i tre movimenti basilari per una corretta scrittura: 1. Movimenti cuore-goccia-frittella - impugnando a due dita dalla punta con indice, medio e pollice sul fusto triangolare-prismatico della matita - penna, muovere le dita a stantuffo facendo scivolare il fusto nell’incavo tra pollice ed indice che chiameremo valle incantata. La forma a cerchio delle dita sarà rafforzata dall’immagine del cuore; durante la distensione in avanti delle dita utilizzeremo il rafforzativo visivo della “goccia” ; durante la flessione delle dita sul palmo della mano il rafforzativo visivo della “frittella”. 2. Posizione punta in avanti come il faro della bici- il trascinamento e lo scivolamento della mano, su mignolo e anulare piegati sul palmo (le ruote della mano di scrittura) nel percorso tra i birilli, deve essere sempre effettuato tenendo la punta rivolta in avanti ( impostazione molto utile quando lo studente dovrà svolgere le espressioni di matematica, dato che non andrà mai a coprire ciò che stà ricopiando); si può creare il rafforzativo visivo con la figura del faro della bicicletta che guarda sempre in avanti. 3. Movimenti laterali del polso Ciao- Ciao - l’esercizio dei birilli che divergono è utile per maturare la capacità di ampi movimenti laterali del polso; utilizzeremo il rafforzativo visivo del “Ciao-Ciao” cercando di tenere il più possibile fermo il polso. Questi movimenti sono utili per scrivere di seguito, senza dover muovere a lato l’intero avambraccio (correndo il rischio di muovere il foglio), facendo perno sull’articolazione del polso. Conclusioni con rafforzativo cinestetico-propriocettivo e ricerca dell'automatizzazione attraverso la ripetizione controllata E' importante che questi esercizi siano eseguiti dal soggetto, prima d'iniziare i compiti, fino ad avvenuta automatizzazione dei movimenti corretti. Gli esercizi devono essere ripetuti anche ad occhi chiusi o distogliendo lo sguardo dalla mano utilizzata nell'esercizio; la maturazione di una corretta sensibilità cinestetica-propriocettiva rappresenta un ottimo metodo di rinforzo per un apprendimento più veloce e stabile nel tempo. Una soddisfacente modifica del comportamento, si avrà solo, quando il soggetto supererà i tre stadi obbligatori, per un definitivo apprendimento: 1. capire che cosa si sbaglia 2. imparare a correggere gli errori 3. automatizzare le soluzioni (abituarsi ad eseguire correttamente senza l'obbligo di pensarci) Solo dopo aver raggiunto questi tre obiettivi, riuscendo a modificare concretamente la tendenza visivo posturale, potremo affermare che il soggetto avrà appreso, rendendolo proprio, un corretto comportamento visivo-posturale. Di solito bastano circa due settimane d'impegno da parte del ragazzo/a, sotto il controllo vigile dei genitori, per modificare radicalmente il comportamento. Saranno utili richiami di verifica, cadenzati in rapporto alla personalità del soggetto e agli eventuali aiuti che i genitori e gli insegnanti potranno dare, a supporto dell'intervento optometrico. Conclusioni "La postura scorretta è ben più di un atteggiamento biomeccanico inadeguato. Essa ha dei legami intimi con il nostro mondo interiore e rappresenta una componente del nostro comportamento. Questo è anche un motivo per il quale quando diventa abitudinalmente scorretta è così difficile modificarla. Si può richiamare l'attenzione del bambino e farlo stare in una posizione corretta ma, solo pochi minuti più tardi non appena l'attenzione diminuisce, il bambino torna nella sua posizione scorretta" [Roncagli V,1990]. E' quindi molto importante prevenire gli atteggiamenti posturali scorretti e favorire una corretta impugnatura piuttosto che affrontare duramente gli adattamenti posturali scorretti  quando sono consolidati da anni. L'educazione anche se tardiva è comunque possibile, a patto che al ragazzo siano date validi motivazioni per cui debba affrontare un cambiamento così radicale. Per raggiungere tale obiettivo è necessaria una seria  riprogrammazione  posturale fatta di esercizi mirati e  di materiali didattici  idonei , ma  è d'obbligo l'impegno di sorveglianza e richiamo dei genitori, con la richiesta di estenderlo se possibile al corpo insegnante. Il coinvolgimento degli insegnanti sin dalla scuola materna è importantissimo, per il ruolo formativo che rivestono nell'arco della giornata di studio dello  studente. Il possibile intervento del genitore è ormai limitato a poche ore serali, sicuramente non sufficienti a incidere concretamente sullo sviluppo visivo del bambino. Per ulteriori informazioni contattare l'Autore dell'articolo: Ottico Optometrista Giorgio Bollani  Tel. 02-347466 Cel.345.832.3121
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