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Il processo di miniaturizzazione della scrittura Testo e foto di Giorgio Bollani Ottico Optometrista e consulente scolastico. Una delle capacità che rende superiore l'uomo agli animali è rappresentata dalla capacità fine di gestire i movimenti delle dita della mano. La raffigurazione grafica di Penfield e Rasmussen [cit da Bairati A.,1978] evidenzia l'ampia zona cerebrale dedicata sia a livello sensitivo che motorio a questa parte del nostro corpo. Questa caratteristica propria del genere umano rende possibile attività raffinate, basti pensare alla leggiadria delle mani di un pianista, o alle più semplici attività quotidiane d'ufficio come la velocità delle dita nel battere sulla tastiera del computer. Alcune persone, pur possedendo questa potenzialità e capacità innate di gestire i movimenti fini sulla punta delle dita, quando scrivono, scompongono il movimento necessario nell'atto della scrittura, andando ad interessare porzioni più alte dell'arto superiore sicuramente meno raffinate e precise, disperdendo energia inutilmente ma soprattutto creando uno spostamento del corpo a lato molto pericoloso per il benessere visivo-posturale della persona. Questa inclinazione del corpo se superiore a 20° rispetto alla perpendicolare ideale rischia di provocare una riduzione d’illuminazione maggiore del 12% sull’occhio opposto alla mano di scrittura. Queste tensioni, inoltre, possono provocare alla lunga problematiche all'apparato muscolo- tendineo del polso e dell'articolazione della spalla. I movimenti durante la scrittura devono essere localizzati sulla mano per permettere una postura visiva perpendicolare che permette una corretta visione binoculare.  Quando il fulcro dei movimenti si sposta sul gomito o sulla spalla si favorisce un'inclinazione del corpo che può stimolare difetti visivi assimmetrici (anisoametropie) o diversa efficienza funzionale nei due occhi.  Questo crea un interferenza che potrebbe favorire una soppressione parziale o totale della capacità di vedere con entrambi gli occhi insieme (la binocularità), favorendo l’instaurarsi di problemi visivi assimmetrici come un difetto visivo maggiore su un occhio (anisoametropia) o una diversa efficienza funzionale nei due occhi (diversa ampiezza accomodativa monoculare o limitazione nell’ampiezza dei movimenti fini degli occhi). La necessità di rispettare il processo di miniaturizzazione della scrittura. Questo modo grossolano di agire è da considerarsi una regressione o una parziale maturazione della capacità di gestire i movimenti fini delle dita nell’atto della scrittura. Infatti, se il bambino piccolo inizialmente disegna grossolanamente facendo partire il movimento dalla spalla, nel tempo maturerà la capacità di localizzare i movimenti in porzioni sempre più distali (spalla-->gomito-->polso-->dita) permettendo la progressiva miniaturizzazione della scrittura fino ad arrivare a scrivere nei quadretti piccoli. Per favorire questo processo di maturazione della coordinazione oculo-manuale è molto importante che nella scuola materna si effettuino un preciso protocollo di esercizi per favorire una corretta impugnatura, ideati e promossi dagli ottici optometristi della P.E.A.V. a tutela di una corretta postura visiva. Se scrivi storto verifica se impugni bene la penna. Se noi adulti abbiamo avuto un’educazione indotta dall’uso del pennino che ci educava ad impugnare ad una distanza corretta, calibrando la pressione sulla punta. Con l’avvento della penna a sfera che ha permesso di avvicinarsi molto alla punta e influenzati da scelte educative di reazione al vecchio schema educativo, i nostri ragazzi sono stati lasciati liberi di scegliere, senza alcuna indicazione di correttezza. Questa libertà ha generato impugnature considerate comunemente normali che nascondendo ciò che si scrive costringono il soggetto ad inclinarsi a lato e a ridurre la distanza dal foglio comprimendo spesso asimmetricamente la visione. Un ricerca condotta dal responsabile nazionale di P.E.A.V. ha classificato i tipi più comuni: Impugnatura pollice in avanti impugnatura a morso Impugnatura del fumatore Impugnatura pollice interno Impugnatura a forchetta Impugnatura ad insetto
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