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Dimmi come scrivi e ti dirò che visione hai . Un ricerca condotta dal Ottico Optometrista Giorgio Bollani nel 1999 ha classificato i tipi più comuni: Impugnatura pollice in avanti. E' l'impugnatura più diffusa tra i ragazzi (60%) e rappresenta una regressione o una non completa maturazione dei movimenti fini delle dita; è la fase di evoluzione precedente all'opposizione pollice indice (presa del cucchiaio). E’ da notare nella foto l'archetto di tensione sull’indice che bloccando il movimento delle dita sposterà il movimento sul polso, facendo anche dolere le dita alla fine del compito.    Impugnatura a morso. La presa crea una classica figura a morso, con flessione verso il palmo della mano di tutte le dita. Esprime il bisogno di aumentare il contatto per ridurre la tensione.Bambini che spesso per l'eccessiva tensione che vivono alternano la visione monocularmente, spostando ritmicamente il corpo come il pendolo di un orologio. Per ridurre l’impegno visivo attuano una precisa strategia: sospendendo la binocularità risparmiano energia   Impugnatura del fumatore. La presa è caratterizzata dalla posizione della penna tenuta come una sigaretta tra l'indice e il medio. Tale punto d'incastro è il perno portante dei movimenti nella scrittura. Manifesta la ricerca di emergere, di differenziarsi dal gruppo "scimmiottando" i più grandi che fumano.      Impugnatura pollice interno. La presa è caratterizzata dal pollice che flesso a circa 3 cm dalla punta, viene chiuso all'interno del palmo dall'indice (a volte anche dal medio), che lo sovrasta sull'unghia. La penna viene così spinta costantemente, contro la parte alta della prima falange dell'indice. Questo punto agisce da perno per i movimenti di scrittura. Presa caratteristica di chi ha le dita lunghe e non sa dove metterle o chi è mancino deve vedere ciò che scrive flettendo anche il polso   La ricerca su un campione di più di 200 ragazzi ha evidenziato che solo il 9% scriveva con un'impugnatura corretta, quasi il 60% con l'impugnatura pollice in avanti. L’impugnatura corretta per una buona visione studiata con il contributo di grafologi e di ottici optometristi facilitata da un matitone triangolare è definita: A triangolo equilatero. I polpastrelli delle tre dita si appoggiano morbidamente in punta su ogni faccia.  A triangolo isoscele La falangetta del medio piegandosi forma un lato d’appoggio più lungo.  A due dita dalla punta Una distanza dalla punta che non copre ciò che si scrive, consentendo di scrivere vedendo la punta della penna, con la schiena diritta e alla distanza di un avambraccio dal foglio. Punta in avanti La punta rivolta in avanti deve assere accompagnata dall’utilizzo di un piano inclinato, per aumentare l’angolo d’incidenza punta/foglio di 15°-20°, favorendo la scorrevolezza dello scritto. Per ulteriori info: Ottico optometrista Giorgio Bollani  Tel. 02-347466 Cel.3351787969
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