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Il benessere visivo favorito da una corretta illuminazione 
La corretta illuminazione dei locali di studio e dei posti di lavoro è necessaria per consentire in modo agevole lo svolgimento delle mansioni in tutte le stagioni e in tutte  le ore  del  giorno.  L'illuminazione  deve  essere  sempre  adeguata qualitativamente al tipo di operazione eseguita. Un'illuminazione insufficiente o distribuita non correttamente , diminuisce l'acuità visiva, favorendo l'insorgenza precoce di affaticamento visivo, l'assunzione di posture scorrette e aumentando la possibilità di compiere errori. L'abbagliamento, a sua volta, può determinare una riduzione dell'acuità visiva o difficoltà di accomodazione, con conseguenti difficoltà e affaticamento visivo. In queste condizioni le persone che svolgono attività visive di lettura, potranno lamentare disagi o disturbi (mal di testa, bruciore agli occhi, lacrimazione...), e tenderanno ad avvicinarsi all'oggetto del loro impegno visivo, con conseguente assunzione di posture scorrette ed insorgenze di disturbi a carico sia del sistema visivo che dell'apparato osseomuscolare. Indicazioni sulla bontà dell'illuminazione di un ambiente di lavoro possono essere date dagli stessi operatori e dall'analisi distributiva delle sorgenti luminose.  Per quanto riguarda la qualità della luce invece appare più difficile un giudizio immediato; ricordiamo comunque che le lampade consigliate devono emettere una luce il più possibile simile a quella naturale (bianca),  per permettere una buona resa dei colori. Di tutti i fattori ambientali l'illuminazione è l'unico per il quale il DPR 19 marzo 1956 n. 303 prevede limiti numerici oltre a dare importanza ali'illuminazione di tipo  naturale  prescrivendo  che  ".....  i  locali  di  lavoro  devono  essere convenientemente illuminati  a luce naturale diretta.... "    quando possibile,  anche passaggi corridoi e scale.  -Il D. Lgs. 242/96 con l'art. 16, comma VII, precisa che  ".... a meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità delle lavorazioni e che .... non si tratti di locali sotterranei, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale. In ogni caso tutti i predetti locali e luoghi di lavoro devono essere dotati di dispositivi   che   consentono   un'illuminazione   artificiale   adeguata   per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori". Per quanto riguarda l'intensità deirilluminazione, secondo il DPR 303/56, sono da assicurare i valori minimi riportati di seguito: Tali valori di illuminamento, certamente bassi e quindi insufficienti a garantire una buona visione, sono stati poi modificati in relazione alle effettive esigenze del posto di lavoro. Oggi possono essere raffrontati con quelli raccomandati in altri paesi, tra cui i riferimenti più autorevoli in campo intemazionale delle Società IES (Illuminating Engineering Society) britannica ed americana. Riportiamo di seguito i valori di illuminamento consigliati dallo IES Lighting Handbook per diverse situazioni lavorative e i margini di variabilità per alcune specifiche situazioni lavorative, poiché appare subito evidente come sia possibile operare entro valori discretamente variabili: CONDIZIONI DI BENESSERE Assicurare una buona visibilità Intesa come facilità, velocità ed accuratezza con cui svolgere un compito visivo, è una condizione necessaria ma tuttavia non sufficiente a garantire una sana percezione visiva dell'ambiente in cui si opera. Esiste infatti una serie di fattori, requisiti dell'illuminazione, da cui dipende la soddisfazione visiva; tra questi: la distribuzione delle luminanze, la resa del contrasto, il controllo dell'abbagliamento, la resa del colori. Nel caso di impiego di illuminamenti localizzati questi non devono superare di cinque  volte l'illuminamento medio dell'ambiente. Oltre, a questi limiti quantitativi di riferimento però, nella fase di progettazione devono  essere valutati-anche gli aspetti che riguardano la qualità dell'illuminazione, valutabile  principalmente in funzione di tré parametri fondamentali: assenza di abbagliamenti,   colore della luce e distribuzione delle ombre. L'abbagliamento è un fenomeno causato dalla eccessiva luminanza di alcuni oggetti   presenti nel campo visivo.  Il già citato IES Lighting Handbook stabilisce i seguenti   rapporti massimi di luminanza per evitare i fenomeni di abbagliamento: Per i livelli di illuminamento consigliati, le lampade fluorescenti con temperatura di colore attorno ai 4000°K  garantiscono la migliore resa dei colori e quindi anche l'ottimizzazione dei contrasti. La distribuzione delle ombre risulta infine l'elemento fondamentale per la percezione delle profondità e quindi per l'evidenziazione degli oggetti da guardare.  L'assenza o la troppa presenza di ombre possono rendere difficoltosa la visione di oggetti anche bene   illuminati o dare luogo a eccessivi contrasti. La distribuzione di sorgenti luminose dovrà quindi essere progettata anche in funzione di questo parametro. INDICAZIONI PER IL CONTROLLO E LA BONIFICA L'ubicazione delle sorgenti luminose deve essere anche situata in modo da evitare riflessi ed abbagliamenti fastidiosi.   Il mantenimento dei rapporti  di luminanza entro i limiti  sopra indicati  è tendenzialmente volto  alla riduzione  delle luminanze  troppo elevate. A tale scopo è necessario utilizzare sorgenti a bassa luminanza, schermare le sorgenti luminose (tramite l'applicazione-di diffusori o l'installazione di contro soffittature grigliate)  o illuminare l'ambiente tramite riflessione sulle pareti e sui soffitti  di lampade schermate,  eliminare le  supertici  riflettenti   (l'uso  di  materiali  opacizzanti  può sensibilmente correggere una situazione già determinata) e fare in modo che le finestre siano munite di opportuni dispositivi di schermatura regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro. Le pareti ed i soffitti dei locali è bene siano tinteggiati con colori chiari e opachi per una maggiore resa dell'impianto di illuminazione e per evitare inopportuni fenomeni di interferenza nella formazione del colore della luce. Ricordiamo infine l'importanza di una manutenzione attenta degli impianti di illuminazione artificiale,  che per effetto del deposito di polvere possono ridurre il flusso luminoso anche del 40%. In presenza di tubi fluorescenti ne deve essere prevista la sostituzione secondo un programma stabilito (dopo due anni la riduzione del flusso luminoso può essere anche del 15-20% rispetto al flusso iniziale).
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