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Una scuola rispettosa della visione 
L'affaticamento visivo dovuto ai fattori ambientali nell'ambiente scolastico può essere ridotto tenendo conto di semplici regole che la P.E.A.V. ha desunto in circa 10 anni di esperienze concrete nel mondo scolastico. L'obiettivo finale di questo progetto educativo non è bloccare, ma ridurre le tendenze, le progressioni adattive, come ad esempio la progressione miopica, migliorando l'efficienza visiva facilitando il rendimento scolastico dei ragazzi. Gli incontri sul territorio hanno evidenziato diverse soluzioni possibili nell’ambito scolastico sia per quanto riguarda la disposizione e la qualità dei banchi sia per quanto riguarda la gestione della didattica. Una corretta disposizione dei banchi L’analisi della disposizione dei banchi nelle classi, abitualmente utilizzate dagli insegnanti, ha evidenziato la necessità di una scelta più mirata alle attività didattiche svolte per tutelare un’efficienza visiva e il mantenimento di una postura equilibrata. Le disposizione dei banchi più comuni sono: A gruppi - disposizione di 3 o 4 banchi affiancati a a rettangolo o a quadrifoglio. Disposizione valida per classi poco numerose, spesso usata nelle scuole materne per facilitare la socializzazione e il lavoro a gruppi. L'insegnante svolge una funzione di assistenza [Red I.,1975]. Disposizione da evitare se l’insegnate si svolge un’attività di spiegazione diretta dalla cattedra o di copiatura alla lavagna. Nel lavoro di copiatura alla lavagna, questa disposizione a gruppi, costringe 2/3 dei soggetti a continue torsioni del busto ed a una visione non frontale ma laterale. Questi movimenti di versione laterale, costringendo gli occhi ad una visione squilibrata sia nella direzione che nella focalizzazione, possono produrre un affaticamento visivo precoce e favoriscono la visione monoculare da lontano per occlusione nasale, soprattutto per chi utilizza gli occhiali; la visione col bordo delle lenti crea effetti di deviazione,distorsione e aberrazione delle immagini, quindi è sempre meglio privilegiare una visione frontale. L'illuminazione del piano di lavoro, solo con luce naturale, è mal distribuita ed insufficiente per 2/3 degli studenti. A ferro di cavallo : disposizione a banchi affiancati con disposizione a U capovolta attorno alla cattedra. Utilizzata per affermare la centralità dell’insegnante nel processo formativo e favorire le attività didattiche di discussione.  Disposizione da evitare nel lavoro di copiatura alla lavagna, gli studenti delle file laterali hanno una visione non frontale ma laterale. Questi movimenti di versione laterale, costringendo gli occhi ad una visione squilibrata sia nella direzione che nella focalizzazione, possono produrre un affaticamento visivo precoce e favoriscono la visione monoculare da lontano per occlusione nasale, soprattutto per chi utilizza gli occhiali. La fila vicino alla finestra nei movimenti di torsione verso la lavagna favorirà i destrimani mentre quella opposta i mancini. L'illuminazione del piano di lavoro, solo con luce naturale, creerà ombre per la fila vicino alla finestra e abbagliamento per la fila di fronte. I banchi vicino alla porta d’uscita con di fronte la finestra avranno difficoltà a ricopiare alla lavagna per i riflessi di superficie dovuti all’angolo di visione troppo inclinato rispetto alla fonte luminosa. A serpentone : disposizione a banchi affiancati con uno sviluppo casuale a domino ; la cattedra è esterna al circuito dei banchi, posta all’angolo dell’aula, tra finestre e lavagna. Utilizzata per favorire la socializzazione e l’integrazione di ragazzi con difficoltà di varia natura. Disposizioni da evitare dato che non favoriscono le linee di fuga in caso d'incendio (legge 626) e non tutelano la visione per tutti i punti precedentemente illustrati per la disposizione a ferro di cavallo. A file frontali e parallele: disposizione a file di banchi singoli, accoppiati a due - tre o disposti frontalmente alla lavagna e alla cattedra. La cattedra è il centro d'interesse, il rapporto dello studente con l'insegnante è prioritario rispetto alla socializzazione ed alle attività di gruppo [Red I., 1975]. La suddivisione può variare a seconda del numero dei ragazzi. Le file troppo lunghe, se non sono ben sfasate nell'allineamento frontale, inducono l'effetto "slalom" già esposto in precedenza e sottopongono le ultime file ad una richiesta visiva maggiore nella copiatura alla lavagna. L'illuminazione dei piani di lavoro solo con luce naturale varia da un intensità abbagliante per i posti prossimi alle finestre alla penombra dei banchi dalla parte opposta. Disposizione del banco a fianco alla cattedra (riservata spesso al bambino particolare) La posizione di questo posto particolare ha l'obiettivo didattico di controllare da vicino un individuo "bisognoso di cure particolari". Posto di solito dal lato della finestra della cattedra, risulta carente nell'illuminazione per la posizione di spalle alla luce naturale. A file sfalsate ad anfiteatro: disposizione dei banchi a coppie di file frontali, ma con un orientamento direzionato verso la lavagna o la cattedra. Questa disposizione privilegia una visione preferenziale frontale rispetto a precisi punti d’interesse: lavagna per copiatura, cattedra come luogo di ascolto e di rapporto dello studente con l’insegnante. L'illuminazione dei piani di lavoro solo con luce naturale varia da un intensità abbagliante per i posti prossimi alle finestre alla penombra dei banchi dalla parte opposta; l’orientamento verso la cattedra e la lavagna riduce notevolmete i problemi d’abbagliamento e i riflessi sulla superficie della lavagna, permettendo il mantenimento di una buona velocità di copiatura. Altri semplici suggerimenti: Modificare ogni settimana la disposizione dei bambini permettendo a tutti di provare diverse modalità di percezione visiva (illuminazione, direzione dei movimenti visivi) favorendo nello stesso tempo la socializzazione. Rotazioni cicliche che tengano conto che le aule con lavagna fissa privilegiano i destri e quindi bisognerà fare attenzione a porre i MANCINI vicino alle finestre, per evitare che scrivano con l'ombra della mano. Rotazioni cicliche attente a evidenziare I bambini che lamentano fastidio alla luce (fotofobia), potrebbe avere occhi con poco pigmento (chiari o albini), difetti non corretti come l'ipermetropia e l'astigmatismo o pupille molto dilatate per una tendenza miopica in atto. In questi casi è opportuno porli momentaneamente lontani dalle finestre in attesa di un controllo dallo specialista Nei casi di aule con forte esposizione alla luce esterna, utilizzo di persiane o applicazione di fogli lucidi diffondenti alle finestre fino a un metro da terra. Questi fogli diffondenti con poca spesa hanno una resa simile ai vetri smerigliati di Ispra e possono essere abbelliti dai disegni dei ragazzi. Disporre i banchi a 1 metro dalle finestre per evitare l'abbagliamento diretto ed indiretto. In caso contrario applicare fogli lucidi diffondenti partendo dal piano del banco. Stimolare le direzioni didattiche ad ordinare banchi e sedie o modificare quelli già esistenti tenendo conto che tutti gli studenti hanno il diritto di avere banchi e sedie proporzionati alla loro altezza: per questo l'altezza dei banchi non dovrebbe seguire criteri di allineamento estetico ma criteri statistici sulle altezze della popolazione scolastica desunti dai controlli medici dell'anno/i precedenti. Nella realtà della scuola elementare vi è una normativa che prevede la possibilità di banchi e seggiole di sei diverse fasce di altezza, determinate da tabelle UNI 7713 in funzione di un assetto ergonomico corretto, atto a prevenire paramorfismi a carico degli alunni, ma l'adeguamento delle strutture a tale normativa è rallentata dalla presenza dei vecchi banchi e da un organizzazione scolastica restia, per diversi motivi, ad assimilare ed attuare le nuove direttive.  In pratica le scuole elementari spesso hanno a disposizione solamente due misure anziché le cinque previste per la scuola dell'obbligo e le richieste formulate dalle direzioni didattiche fanno spesso riferimento solo alla quantità, senza entrare in merito delle diverse esigenze ergonomiche. In alcuni casi la scelta è decisa adeguando il banco alla piccolezza dell'aula. In altri casi la prevalente attività di gruppo suggerita dalla riforma elementare del 5 giugno1990, induce ad la scelta su un'unica misura. l  primo lucido evidenzia la possibilità di banchi di nuova generazione certificati secondo le norme europee ad altezze variabili, studiati in funzione di un assetto ergonomico corretto, atto a prevenire paramorfismi a carico degli alunni. P.E.A.V propone inoltre di favorire l'uso del piano inclinato di circa 20° per scrittura e lettura e 30°-60° per lettura, sia a scuola che a casa, attraverso semplici soluzioni: Utilizzare una semplice cartelletta ad anelli col dorso alto 6-7 cm per creare un piano inclinato Oppure per iniziare l'utilizzo delle cartellette ad anelli col bordo di 3-4 cm già utilizzate dagli insegnanti come raccogli-lavori Abituare il bambino a porre un libro di circa 6 cm sotto il quadernone rigido o sotto il libro Utilizzare il Leggio Insegna Visione (LIV) semplice cartellina trasformabile in piano inclinato, che potete trovare nelle migliori cartolerie o dagli ottici optometristi che aderiscono al progetto.Per una lettura più confortevole e senza riflessi utilizzate il Leggicomodo PORTA-BOOK è una cartelletta porta-documenti in materiale plastico, inclinabile con 5 differenti inclinazioni (dai 30° ai 60°) molto utile per una confortevole lettura.
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P.E.A.V.
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